Quinzân: le voci della terra
...Come nascono le tue canzoni?
Di solito quando sono da solo spesso
in momenti particolari dell’anno.
Ad esempio durante la potatura della vite.
Nel silenzio tutto si può trasformare in musica,
anche un treno che passa, un fischio,
a volte un motivo nasce così...
Certo che la vita in campagna è pesante
e spesso sono altri che si appropriamo
degli aspetti poetici de vostro lavoro...
Sì è vero, anche il nostro mestiere può diventare
alienante come qualsiasi altro e così succede
che in tanti ci portano via la parte più poetica della vita
in campagna. In realtà dobbiamo prendere coscienza
della ricchezza straordinaria di cui possiamo disporre,
riscoprire la dignità per il nostro lavoro,
riprenderci questo lavoro, viverlo e renderlo visibile
anche agi altri.Di quale altro lavoro ci si può
permettere di scrivere e di cantare?
I testi delle mie canzoni raccontano del rapporto
con la terra, del lavoro di contadino, dell’amore,
della gioia, della fatica, della vita.
Quali progetti hai per il futuro?
Continuare a suonare naturalmente
e uscire dalla Romagna
Oramai la barriera del dialetto è relativa.
I giovani non disprezzano più il dialetto
e anche dalla musica può venire un aiuto alla campagna.
Tempo scaduto.
Non resta che ascoltare...
Di Barbara Fichera (COLDIRETTI Ravenna agosto 2003
Romagna, non solo nostalgia:
la nuova generazione del folk.
...Introduce l’ascoltatore in un mondo in bianco e nero dove il tempo è scandito
dal lento susseguirsi
delle stagioni e del ciclico risveglio della campagna, mentre i semplici gesti
di una volta fanno
da contraltare all’ ansiogena frenesia cittadina...
Azzeccata è la scelta delle musiche e degli arrangiamenti: partendo dagli
stilemi del folklore romagnolo,
i dodici brani si svincolano dalle etichette
per diventare qualcosa di nuovo che nasce dall’intreccio di pop music,
folk all’irlandese e ballate d’amore...
Livia Fagnocchi
SETTE SERE 2003